Nella serata di martedì 26 maggio il Consiglio Comunale si è riunito per affrontare una serie di temi legati alla programmazione amministrativa e agli interventi previsti sul territorio. Non sono mancate provocazioni strumentali da parte dell’opposizione, che l’Amministrazione ha trasformato in corretta informazione per i cittadini. Di seguito presentiamo tutti i punti all’ordine del giorno trattati nella serata.

Chiusura temporanea dell’Ufficio Postale: interrogazione tardiva, risposta puntuale.

Il Sindaco Lorenzo Galli interviene in maniera dettagliata sulla vicenda relativa alla chiusura temporanea dell’ufficio postale di Villasanta per i lavori legati al progetto “Polis” di Poste Italiane, evidenziando soprattutto le difficoltà riscontrate dall’Amministrazione comunale nel ricevere informazioni chiare, tempestive e complete da parte della società. Il Sindaco apre il proprio intervento chiarendo che l’interrogazione presentata dal gruppo “Io Scelgo Villasanta” è arrivata oltre i termini previsti per l’inserimento all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, essendo stata protocollata nel tardo pomeriggio di venerdì 22 maggio. Nonostante ciò, considerata la rilevanza pubblica della questione e il forte interesse da parte della cittadinanza, si è scelto comunque di trattare l’argomento come tema urgente, nell’ottica di garantire trasparenza e correttezza istituzionale. Viene quindi ricostruita cronologicamente l’intera vicenda. Il primo contatto con Poste Italiane avviene il 10 marzo 2026, quando un ufficio di Rimini invia a circa 7.000 Sindaci italiani una comunicazione relativa al progetto “Polis”. Il 26 marzo il nostro Sindaco partecipa alla presentazione online del progetto, finanziato con circa 800 milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale complementare al PNRR. L’iniziativa viene illustrata come un grande piano di modernizzazione degli uffici postali nei comuni sotto i 15.000 abitanti, con l’obiettivo di trasformarli in sportelli digitali multifunzione capaci di offrire servizi anagrafici, previdenziali, giudiziari e amministrativi oltre ai tradizionali servizi postali.

Tuttavia, durante quella presentazione non viene fatto alcun riferimento né alla possibile chiusura degli uffici interessati dai lavori né alle tempistiche concrete degli interventi. Il 31 marzo il Comune riceve una nuova mail da Poste Italiane che annuncia imminenti investimenti sull’ufficio postale di Villasanta e la prossima partenza dei lavori infrastrutturali. Il Sindaco fornisce immediatamente i propri recapiti telefonici chiedendo contestualmente che ogni informazione venga trasmessa anche per iscritto. Dopo oltre dieci giorni arriva una telefonata informale nella quale viene anticipata la possibilità di lavori della durata di circa 30-40 giorni, senza però alcuna certezza sulla chiusura parziale o totale dell’ufficio. Il Sindaco chiede esplicitamente due cose: una comunicazione scritta riepilogativa e un congruo preavviso rispetto all’avvio dei lavori, così da poter valutare eventuali soluzioni alternative o spazi temporanei a supporto della cittadinanza. Nessuna risposta formale seguirà a quella richiesta. Nei giorni successivi il Comune cerca ripetutamente di ottenere informazioni contattando direttamente l’Ufficio Postale di Villasanta, ma senza successo. Anche il tentativo del Sindaco di recarsi personalmente presso la sede locale non produce risultati concreti, poiché il responsabile risulta assente. La situazione evolve il 12 maggio, quando arriva una nuova comunicazione da Poste Italiane che ripresenta genericamente il progetto Polis e accenna al fatto che l’ufficio di Villasanta sarà interessato da lavori infrastrutturali, senza tuttavia specificare né modalità né tempi. La lettera aggiunge inoltre il tema dell’installazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, proposta che viene percepita dal Sindaco con una certa perplessità, poiché comporterebbe la concessione di spazi pubblici comunali a beneficio di un’attività commerciale privata. Il giorno successivo il Sindaco invia una risposta molto ferma, lamentando la mancanza di informazioni precise e richiedendo chiarimenti puntuali su quattro aspetti fondamentali: data di inizio lavori, durata della chiusura, eventuali servizi sostitutivi e modalità di comunicazione ai cittadini. Viene inoltre chiesto se sia possibile predisporre soluzioni temporanee sul territorio, come già avvenuto in passato con l’utilizzo di uffici postali mobili. Il 14 maggio un incaricato della sede centrale di Poste Italiane contatta telefonicamente il Sindaco spiegando che, essendo Villasanta vicina a Monza e Arcore, i cittadini potranno usufruire degli uffici postali di quei comuni, in particolare di quello di Arcore. Alla richiesta di valutare soluzioni alternative sul territorio comunale viene risposto negativamente per ragioni organizzative e di sicurezza. Anche in questa occasione non vengono però fornite indicazioni precise sulla durata o sulla tipologia della chiusura. Solo il 18 maggio, dopo quasi due mesi di richieste e solleciti, il Comune riceve finalmente due comunicazioni ufficiali. La prima ribadisce che Poste Italiane non è obbligata a installare uffici mobili e sottolinea che i servizi saranno comunque garantiti attraverso l’ufficio di Arcore e la rete di esercizi convenzionati LIS. La seconda mail comunica finalmente il dato più importante: l’ufficio postale di Villasanta resterà chiuso dal 26 maggio al 3 settembre, per un totale di circa 85 giorni. Il Sindaco sottolinea come il Comune abbia immediatamente informato la cittadinanza già nella mattinata del 19 maggio, addirittura anticipando la stessa comunicazione ufficiale di Poste Italiane. Viene quindi precisato come ci sia stato il massimo impegno possibile da parte dell’Amministrazione, che ha cercato sin dall’inizio di ottenere informazioni, predisporre eventuali misure di mitigazione e tutelare i cittadini, soprattutto le fasce più fragili della popolazione. In sostanza, il Comune ha agito con tempestività e responsabilità, mentre le criticità riscontrate derivano principalmente dalla gestione comunicativa e organizzativa di Poste Italiane. Viene evidenziato anche un problema più generale: l’impossibilità materiale per un’Amministrazione pubblica di organizzare servizi sostitutivi in tempi così ristretti, considerati i necessari passaggi burocratici e amministrativi. In conclusione, da un lato si sottolinea la scarsa considerazione mostrata da Poste Italiane verso il territorio e verso i cittadini, definiti più “clienti” che utenti di un servizio essenziale; dall’altro si evidenzia come una società quotata in borsa abbia, di fatto scaricato sul Comune il peso sociale e organizzativo di una chiusura tanto lunga, senza concedere tempi adeguati a predisporre interventi di supporto.

Corte dei Conti, rendiconti e riscossione: polemica smontata.

L’assessore Stefano Lindner ha relazionato in maniera approfondita e puntuale rispetto alla delibera della Corte dei Conti relativa all’analisi dei rendiconti finanziari del Comune di Villasanta per gli esercizi 2021-2024, chiarendo, fin dall’inizio, la necessità di distinguere tra la capacità ordinaria di riscossione dei tributi e la gestione dei residui attivi derivanti dall’attività di accertamento dell’evasione fiscale. Nel corso dell’esposizione viene evidenziato come la Corte dei conti abbia concentrato la propria attenzione principalmente su due aspetti: da un lato il livello di riscossione dei residui attivi, dall’altro il calcolo del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE). L’intervento porta all’attenzione che tali criticità non riguardano la riscossione ordinaria delle imposte comunali — che presenta percentuali elevate, soprattutto per quanto riguarda IMU e TARI — bensì la gestione di crediti derivanti da accertamenti complessi, spesso riferiti a soggetti in difficoltà economica, fallimenti o contenziosi pluriennali. Particolare attenzione viene dedicata alla complessa vicenda della Lombarda Petroli, ricostruita in maniera dettagliata e con un linguaggio tecnico ma comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Viene spiegato come il Comune abbia proceduto negli anni all’accertamento di ingenti somme ICI/IMU non versate, dando avvio a un articolato contenzioso tributario che ha portato a una rideterminazione degli importi inizialmente richiesti. L’intervento mette in luce il lavoro svolto dall’Amministrazione e dagli uffici nel gestire una partita estremamente delicata sotto il profilo contabile e giuridico, evidenziando come tutte le somme oggetto di possibili restituzioni o rischio siano state prudentemente accantonate nei fondi previsti dalla normativa. Uno degli elementi centrali del ragionamento sviluppato riguarda proprio il tema degli accantonamenti: viene infatti sostenuto che l’Amministrazione abbia operato in modo corretto evitando doppi accantonamenti che avrebbero prodotto effetti distorsivi sul risultato di amministrazione. A questo proposito viene ricordato anche il confronto diretto avvenuto con il magistrato della Corte dei Conti e con la funzionaria incaricata, confronto che avrebbe consentito di chiarire la reale situazione finanziaria del Comune e di confermare l’assenza di criticità strutturali nei conti dell’ente. L’intervento si sofferma poi sul tema della riscossione tributaria, sottolineando come i dati debbano essere letti correttamente e contestualizzati. Le basse percentuali richiamate dalla Corte vengono infatti ricondotte alla presenza di accertamenti particolarmente elevati, come quelli relativi alla vicenda Lombarda Petroli, che inevitabilmente incidono sulla capacità di riscossione dei residui. Vengono inoltre forniti numerosi dati a sostegno dell’efficacia dell’azione amministrativa nel recupero dell’evasione, evidenziando gli importi accertati e riscossi negli ultimi anni e sottolineando il lavoro svolto dagli uffici tributi e di ragioneria. Nella parte finale la discussione diventa esclusivamente politica. Viene giustamente criticata la ricostruzione diffusa sui social da parte dell’opposizione, che ha banalizzato e distorto il contenuto della delibera della Corte dei Conti, arrivando a mettere in discussione la correttezza e la professionalità degli uffici comunali. Esemplare il richiamo dell’assessore Lindner al ruolo e alla responsabilità istituzionale di chi ricopre incarichi pubblici da cui deriva la necessità di mantenere sempre un confronto politico corretto e soprattutto rispettoso della struttura tecnica dell’ente.

Segnaletica stradale, programmazione forzata ma efficiente

L’Amministrazione comunale ha voluto chiarire in modo puntuale le ragioni dei ritardi e delle difficoltà legate al rifacimento della segnaletica stradale sul territorio, sottolineando come il tema non possa essere affrontato con superficialità o semplificazioni, ma richieda invece una lettura complessiva delle condizioni tecniche, economiche e organizzative entro cui opera quotidianamente un ente locale. Viene innanzitutto evidenziato come, negli ultimi anni, la scelta di utilizzare vernici spartitraffico ad acqua risponda a criteri di sostenibilità ambientale e di minore impatto ecologico rispetto ai prodotti tradizionali impiegati in passato. Si tratta però di materiali molto più delicati e soggetti a severe limitazioni operative: la posa può avvenire soltanto in specifiche condizioni climatiche, evitando temperature troppo basse o troppo elevate, presenza di umidità, nebbia o pioggia e richiede tempi di asciugatura che non consentono una riapertura immediata al traffico veicolare. Inoltre, queste vernici non garantiscono la stessa durata delle precedenti e tendono a deteriorarsi più rapidamente, imponendo interventi più frequenti e quindi maggiori costi di manutenzione e organizzazione. L’Amministrazione sottolinea poi come il cronoprogramma degli interventi sia stato fortemente condizionato dai numerosi cantieri infrastrutturali che hanno interessato il territorio negli ultimi mesi, in particolare quelli relativi alla posa della fibra ottica e alla realizzazione della nuova dorsale dell’acquedotto. Tali opere hanno comportato manomissioni diffuse del manto stradale e situazioni incompatibili con una corretta esecuzione della segnaletica orizzontale. In diversi casi, inoltre, la qualità delle asfaltature realizzate dai fornitori è stata giudicata insufficiente dagli uffici comunali, che hanno richiesto il rifacimento delle opere a carico delle ditte esecutrici prima di procedere con ulteriori interventi di segnaletica. Emerge con forza anche il tema delle risorse economiche limitate a disposizione. Viene spiegato come il costo principale degli interventi sia rappresentato dalla manodopera e dalla movimentazione di uomini e mezzi, motivo per cui non risulta sostenibile procedere con piccoli interventi isolati “a macchia di leopardo”. Per garantire maggiore efficienza e ottimizzare il rapporto tra spesa sostenuta e superficie ripristinata, l’Amministrazione ha quindi scelto una programmazione per zone territoriali, organizzando gli interventi secondo priorità funzionali e logistiche. Il piano operativo illustrato prevede che nei mesi di aprile e maggio sia stata quasi completata la segnaletica nel quartiere San Fiorano, con conclusione imminente degli interventi sulle rotatorie di via Dante Sciesa. Successivamente gli interventi interesseranno l’area di San Giorgio e la zona sud del territorio comunale, da via Matteotti fino al confine con Monza. Seguiranno poi Sant’Alessandro e, infine, il centro storico durante il periodo estivo. La priorità verrà data alle carreggiate, agli attraversamenti pedonali, agli stop e alle precedenze, mentre il rifacimento dei parcheggi sarà subordinato all’eventuale disponibilità residua di risorse economiche. Per quanto riguarda la segnaletica verticale, viene evidenziato come attualmente gli interventi vengano effettuati principalmente sulla base delle necessità e delle segnalazioni ricevute, poiché il Comune non dispone ancora di un censimento completo e aggiornato della cartellonistica presente sul territorio. L’Amministrazione ribadisce tuttavia la volontà di procedere a tale censimento, precisando però che si tratta di un’attività economicamente onerosa che deve essere coordinata con il futuro aggiornamento del Piano Urbano del Traffico (PUT), così da evitare duplicazioni di spesa o rilievi destinati a diventare rapidamente superati in caso di modifiche alla viabilità. Infine, si ricorda come il monitoraggio della segnaletica continui comunque ad essere garantito dalla Polizia Locale, dagli uffici tecnici e dalle società incaricate, anche grazie alla collaborazione attiva di cittadini e volontari civici. Viene sottolineato come, nonostante le inevitabili criticità e i limiti di bilancio, il sistema di controllo e manutenzione della segnaletica continui ad operare quotidianamente con pragmatismo e senso di responsabilità nella gestione delle priorità pubbliche.

Besanino e pendolari, vittime annunciate di Pedemontana

Si è affrontato il tema della futura riorganizzazione del servizio ferroviario della linea suburbana S7 (il Besanino) in relazione ai cantieri connessi alla realizzazione della Pedemontana lombarda, concentrandosi in particolare sulle ricadute che tali lavori avranno sul territorio di Villasanta e sui cittadini che quotidianamente utilizzano il treno per motivi di studio e lavoro. L’Ordine del giorno presentato dalla nostra capogruppo Laura Cesana parte da una considerazione condivisa e già più volte espressa all’interno del Consiglio Comunale: la linea S7 rappresenta un’infrastruttura strategica per la mobilità del territorio. Non si tratta soltanto di un collegamento ferroviario, ma di un servizio essenziale che consente ogni giorno a centinaia di pendolari, studenti e lavoratori di raggiungere Milano e gli altri centri della Brianza. Per questo motivo, qualsiasi riduzione del servizio viene percepita come una scelta capace di incidere direttamente sulla qualità della vita delle persone e sull’organizzazione quotidiana delle famiglie. Viene riconosciuto come elemento positivo il mantenimento in funzione della stazione di Villasanta durante la fase di cantierizzazione della Pedemontana, almeno per quanto riguarda il collegamento verso Milano. Tuttavia, questo dato positivo non viene ritenuto sufficiente a compensare le forti criticità che emergeranno con l’avvio dei cantieri previsto a partire dal mese di settembre. In particolare, la chiusura del tratto ferroviario compreso fra Triuggio e Villasanta rischia di creare un’interruzione significativa della continuità del servizio, con conseguenze pesanti soprattutto per chi si sposta quotidianamente verso nord e per gli studenti delle scuole superiori. Uno degli aspetti più critici evidenziati riguarda l’assenza, a pochi mesi dall’apertura dei cantieri, di informazioni chiare e ufficiali sui collegamenti sostitutivi. Il documento sottolinea infatti come non siano ancora stati presentati in modo dettagliato né gli orari né le fermate dei mezzi alternativi che dovrebbero garantire la continuità del trasporto pubblico durante i lavori. Questa mancanza di programmazione viene descritta come motivo di forte preoccupazione, perché rischia di lasciare cittadini e pendolari nell’incertezza fino all’ultimo momento. Si mette in luce, inoltre, la questione ferroviaria all’interno di una riflessione più ampia sulle politiche di mobilità sostenibile. La riduzione del servizio ferroviario finirebbe inevitabilmente per incentivare il ritorno all’utilizzo del mezzo privato, aumentando traffico e inquinamento e mettendo in discussione anni di politiche pubbliche orientate a favorire il trasporto collettivo e la sostenibilità ambientale. In questo senso, il discorso assume anche un valore politico più generale: difendere la frequenza e la qualità del servizio ferroviario significa difendere un modello di mobilità pubblica efficiente, accessibile e sostenibile. Una critica viene giustamente rivolta alla prospettata riduzione delle corse tra Villasanta e Milano. Nel corso dell’ultimo tavolo di confronto con i sindaci dei comuni interessati dai cantieri, Regione Lombardia avrebbe infatti ipotizzato di ridurre tutte le corse a una frequenza di un treno ogni ora, compresi gli orari di punta del mattino e del pomeriggio. Questa scelta rappresenterebbe un netto peggioramento rispetto alla situazione attuale, nella quale nelle fasce più frequentate sono garantite due corse ogni ora. Si sottolinea anche una contraddizione ritenuta particolarmente grave: negli anni precedenti la stessa Regione Lombardia aveva assunto l’impegno di incrementare progressivamente il numero delle corse sulla linea S7, mentre ora si profila una riduzione del servizio proprio nel momento in cui la domanda di trasporto pubblico continua a crescere. Per la Lista civica Cittadini per Villasanta questa scelta rischia di penalizzare non solo i villasantesi, ma anche gli utenti provenienti dalle fermate che verranno chiuse a causa dei lavori della Pedemontana, come Buttafava, che individuano proprio nella stazione di Villasanta un nodo fondamentale per i collegamenti verso Milano. Si chiede formalmente al Sindaco e alla Giunta di farsi portavoce delle preoccupazioni della comunità locale presso Regione Lombardia e presso tutti i rappresentanti istituzionali della Provincia di Monza e Brianza. La richiesta è molto chiara e si articola su tre punti fondamentali. Si sottolinea la necessità che Trenord garantisca il materiale rotabile necessario a mantenere almeno l’attuale numero di corse per tutta la durata dei cantieri, evitando qualsiasi ridimensionamento del servizio esistente. Si chiede non soltanto di conservare l’attuale situazione, ma di cogliere l’occasione per potenziare strutturalmente la linea S7, introducendo una frequenza minima di un treno ogni trenta minuti e rafforzando in particolare il servizio serale, oggi giudicato insufficiente. Infine, si richiede la trasparenza e la programmazione dei servizi sostitutivi: il documento sollecita la presentazione immediata di un piano dettagliato con orari, fermate e modalità operative dei collegamenti alternativi fra Villasanta e Triuggio, così da consentire ai cittadini di organizzare per tempo i propri spostamenti. Il nostro Ordine del Giorno assume quindi un forte significato politico e sovracomunale: da un lato esprime preoccupazione per il possibile indebolimento del trasporto pubblico locale durante i lavori della Pedemontana; dall’altro rivendica il diritto dei cittadini della Brianza a un servizio ferroviario efficiente, stabile e adeguato alle esigenze quotidiane di mobilità.

L’Albo Internati Militari Italiani sarà “certificato” e partecipato

Nel corso della discussione consiliare dedicata alla mozione sull’istituzione di un Albo degli Internati Militari Italiani, è stato espresso un convinto sostegno all’iniziativa, riconoscendone il profondo valore civile, storico e morale. L’intervento ha voluto anzitutto sottolineare l’importanza di riportare al centro della memoria pubblica una pagina spesso poco conosciuta della storia nazionale: quella degli oltre seicentomila militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e furono deportati e internati nei campi di prigionia tedeschi. Nel motivare il voto favorevole alla mozione è stato evidenziato come la proposta si inserisca in un percorso che il Comune di Villasanta porta avanti da anni sul terreno della memoria democratica, della Resistenza e della valorizzazione delle vicende legate agli Internati Militari Italiani. In questo quadro è stato ricordato il rapporto costante di collaborazione con ANPI Villasanta, riconosciuta come interlocutore fondamentale nelle iniziative culturali e commemorative promosse sul territorio. L’intervento ha inoltre rimarcato la volontà dell’amministrazione di affrontare il tema con serietà e responsabilità istituzionale, scegliendo di confrontarsi preventivamente con soggetti competenti e qualificati. Da qui il dialogo avviato sia con ANPI Villasanta sia con ANRP, associazione di riferimento nazionale per la tutela della memoria degli internati, dei reduci e dei deportati. Proprio il confronto con ANRP è stato indicato come particolarmente utile per comprendere le modalità corrette di costruzione dell’Albo, la necessità di garantire rigore documentale e l’importanza di coordinare il lavoro locale con gli archivi e le attività già sviluppate a livello nazionale. Nel confermare il sostegno politico alla mozione, si è voluto chiarire che l’istituzione dell’Albo non può essere considerata un semplice atto formale o simbolico. Al contrario, è stata avanzata l’idea di un percorso partecipato e dinamico, capace di coinvolgere concretamente la cittadinanza, le famiglie, le associazioni e gli studiosi nella costruzione di una memoria condivisa. In questo senso è stato richiamato l’esempio del Comune di Parma, indicato come modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, comunità locale e organismi storici competenti. L’esperienza parmense, basata su una raccolta pubblica di nominativi e testimonianze da parte dei cittadini, accompagnata dalla successiva verifica e validazione dell’ANRP, è stata descritta come una pratica capace di coniugare partecipazione civica e affidabilità scientifica. Un approccio che permette non soltanto di recuperare storie individuali spesso dimenticate, ma anche di trasformare l’Albo in uno strumento vivo di educazione civica e memoria collettiva. È stata quindi espressa la volontà che anche a Villasanta si possa sviluppare un percorso analogo, nel quale le famiglie abbiano la possibilità di affidare documenti, testimonianze e ricordi dei propri cari alla comunità, contribuendo così alla costruzione di un patrimonio storico condiviso. Allo stesso tempo, l’intervento ha introdotto una precisazione di carattere metodologico e istituzionale. È stato infatti sottolineato che il Comune non può assumersi direttamente il compito della ricerca storica specialistica e della validazione documentale, come sembrava emergere da alcuni passaggi della mozione. Secondo quanto espresso, il ruolo dell’ente locale deve essere quello di promuovere, sostenere e valorizzare il percorso memoriale, mentre le attività di ricerca, verifica archivistica e certificazione storica devono rimanere affidate agli enti e agli istituti che possiedono competenze, strumenti e mandato specifico, a partire dall’ANRP e dagli istituti storici competenti. Questa distinzione è stata definita non come un elemento burocratico o limitativo, ma come una garanzia necessaria di serietà, attendibilità e autorevolezza dell’Albo stesso. L’obiettivo dichiarato è dunque quello di costruire uno strumento credibile e condiviso, capace di custodire la memoria degli Internati Militari Italiani nel rispetto della verità storica e del valore civile che essa rappresenta per la comunità. La mozione presentata è stata quindi approvata all’unanimità.

Focus sull’Istituto Comprensivo Villasanta, nel rispetto delle autonomie

Si ribadisce innanzitutto l’importanza e la delicatezza del tema affrontato dalla mozione, riconoscendo la centralità dell’Istituto Comprensivo di Villasanta per l’intera comunità scolastica e cittadina. Viene però sottolineato con chiarezza come l’Amministrazione comunale non abbia mai ignorato né sottovalutato il problema della continuità dirigenziale, ma si sia attivata con continuità già a partire dall’agosto 2025, in seguito al trasferimento della Dirigente scolastica reggente. In quella fase fu inviata una comunicazione ufficiale all’Ufficio Scolastico Regionale e Territoriale, predisposta dalla stessa Dirigente e condivisa con il Sindaco, per rappresentare la situazione dell’Istituto e avanzare una proposta finalizzata a garantire stabilità amministrativa, organizzativa ed educativa. Nel corso dell’anno scolastico il confronto con gli uffici scolastici è proseguito costantemente. In particolare, nel mese di aprile, l’Amministrazione ha incontrato la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale per rappresentare le difficoltà emerse e le preoccupazioni del territorio rispetto alla situazione dell’Istituto Comprensivo. In quell’occasione è stato comunicato che sarebbero state effettuate valutazioni e approfondimenti in vista del prossimo anno scolastico. Successivamente, nel mese di maggio, il Comune è nuovamente intervenuto formalmente per richiamare l’attenzione sulla realtà di Villasanta e chiedere che, nelle future decisioni organizzative, venisse mantenuta particolare attenzione alle esigenze dell’Istituto. L’intervento richiama inoltre un elemento importante di contesto: la stabilità dirigenziale vissuta nel precedente anno scolastico era legata a una situazione straordinaria e non ordinaria, poiché la Dirigente reggente era vincitrice di concorso ma non ancora assegnataria di una sede definitiva. Una condizione che aveva consentito una presenza continuativa e stabile, ma che non rappresenta il normale funzionamento del sistema delle reggenze e che quindi non può essere automaticamente replicata. Viene poi ribadito un principio fondamentale: la scuola è un’istituzione autonoma. Il Comune non ha competenza nell’assegnazione dei dirigenti scolastici né nelle scelte organizzative dell’Istituto, che appartengono all’autonomia scolastica e all’Amministrazione scolastica. Il ruolo dell’Ente locale è piuttosto quello di accompagnare, sostenere e rappresentare le esigenze del territorio attraverso il dialogo istituzionale con gli uffici competenti. Secondo l’intervento, è esattamente questo il ruolo che l’Amministrazione ha svolto in questi mesi, affiancando l’Istituto sia sul piano politico e istituzionale sia attraverso il lavoro quotidiano degli uffici comunali del settore Istruzione, mantenendo una collaborazione costante nei momenti di maggiore complessità. Viene inoltre evidenziato come ogni comunicazione istituzionale sia sempre stata condivisa preventivamente con i rappresentanti dei genitori e dei docenti negli organismi scolastici, nel rispetto di un rapporto improntato alla trasparenza e alla collaborazione con tutta la comunità educante. L’intervento insiste anche sulla necessità di mantenere le interlocuzioni su un piano strettamente istituzionale e di continuare ad avere fiducia nel lavoro dell’Ufficio Scolastico Regionale e Territoriale, chiamato a compiere le valutazioni necessarie per il prossimo anno scolastico. Si ritiene poco opportuno trasformare il tema in uno scontro all’interno del Consiglio comunale, poiché si tratta di una materia delicata che richiede invece collaborazione, equilibrio e relazioni istituzionali costanti. Infine, si richiama l’importanza di preservare il rapporto costruito con l’attuale dirigenza scolastica, evitando formulazioni che possano apparire come giudizi sull’operato della reggenza in essere. Pur riconoscendo che ogni esperienza organizzativa possa essere migliorata, l’intervento dell’assessora Lara Galimberti sottolinea come nei prossimi mesi sarà fondamentale continuare a collaborare con tutta la comunità educativa per accompagnare la conclusione dell’anno scolastico e l’avvio del successivo in un clima di fiducia, responsabilità e lavoro condiviso.

Casa di comunità a San Fiorano: proposta, per ora, inattuabile

L’intervento affronta il tema della possibile realizzazione o implementazione di servizi sociosanitari sul territorio di Villasanta, con particolare riferimento alla questione della Casa di Comunità e alla mozione presentata in Consiglio comunale. Il tono dell’intervento è fortemente istituzionale e politico insieme: da un lato si intende fornire un inquadramento tecnico e amministrativo puntuale della situazione, dall’altro si rivendica il lavoro svolto dall’Amministrazione nelle precedenti annualità, respingendo implicitamente accuse di immobilismo o mancanza di iniziativa. Viene spiegato come, per garantire al Consiglio comunale una valutazione seria e fondata del tema, siano stati contattati direttamente i vertici di ASST Brianza. L’interlocuzione con il Direttore Socio-Sanitario, dottor Zagari, avrebbe chiarito un elemento considerato centrale: il quadro delle opportunità legate al PNRR per l’istituzione di nuove Case di Comunità risulta ormai sostanzialmente chiuso. Di conseguenza, per il 2026 non sarebbero previste nuove valutazioni o nuovi inserimenti progettuali. Questo passaggio viene utilizzato politicamente per sgombrare il campo da aspettative considerate irrealistiche o da richieste che l’Amministrazione non avrebbe il potere concreto di soddisfare nell’immediato. Viene infatti ricordato come già nel 2021 il Comune si fosse attivato tempestivamente nei confronti di ASST e ATS, mettendo formalmente a disposizione immobili comunali potenzialmente idonei a ospitare una Casa della Comunità. L’intervento sottolinea in modo dettagliato anche gli atti amministrativi compiuti: il protocollo del 26 agosto 2021, la compilazione delle schede richieste da ASST, l’individuazione degli immobili di via Lamarmora e via D’Azeglio e persino la stima dei costi di ristrutturazione. A ciò si aggiunge il richiamo al successivo sollecito inviato nel dicembre dello stesso anno, con il quale si chiedeva una valutazione diretta dei luoghi da parte degli enti sanitari competenti. Questa indica che l’Amministrazione non solo si era mossa per tempo, ma aveva anche fornito disponibilità concrete e progettualità operative. Parallelamente, emerge che il Distretto sanitario, ha privilegiato le strutture monzesi rispetto a Villasanta. Si intende che tale decisione possa essere stata influenzata sia dalla presenza a Villasanta di un polo di medicina territoriale già esistente, sia dal particolare contesto politico ed elettorale del 2022. Pur mantenendo formalmente un tono prudente, si ipotizza che siano queste le dinamiche che hanno portato all’esclusione di Villasanta dal piano delle Case di Comunità finanziate. Le Case di Comunità, istituite dopo l’emergenza Covid-19, sono previste in misura di una ogni 50.000 abitanti. Il Comune di Villasanta fa parte dell’ambito sociosanitario con Monza e Brugherio. Essendo Villasanta il comune più piccolo, si è scelto di localizzare le Case di Comunità a Monza e Brugherio, facendo così spostare i 14.500 cittadini di Villasanta verso Monza anziché circa 35.000 cittadini di Monza verso Villasanta. La seconda parte dell’intervento affronta invece la questione dei locali privati citati nella mozione. Qui il tono diventa più cauto e orientato a delimitare chiaramente le responsabilità dell’Amministrazione comunale. Da un lato viene espressa apertura verso eventuali progettualità sociosanitarie promosse da soggetti privati; dall’altro si ribadisce con forza che il Comune non può sostituirsi agli enti competenti né favorire direttamente un operatore privato rispetto a un altro. L’Amministrazione viene quindi descritta come un soggetto facilitatore, disponibile a mettere in contatto i diversi attori coinvolti e a semplificare eventuali passaggi burocratici di propria competenza, ma non come promotore diretto di iniziative che esulano dalle proprie attribuzioni istituzionali. L’intervento si chiude con un’apertura prudente verso il futuro. Viene riferito che ASST Brianza avrebbe manifestato disponibilità a valutare, a partire dal 2027, possibili implementazioni sociosanitarie sul territorio di Villasanta, pur senza garantire che queste riguardino specificamente il quartiere di San Fiorano. Il dialogo istituzionale con ASST è aperto e produttivo ma è meglio evitare di creare aspettative immediate o promesse difficilmente realizzabili. Infine, pur riconoscendo alcuni elementi condivisibili, l’intervento giudica inaccettabili molte delle premesse e delle richieste contenute nel documento. L’Amministrazione sottolinea i limiti oggettivi imposti dal quadro normativo e finanziario e respinge una rappresentazione della vicenda che considera parziale o strumentale. La mozione presentata quindi è stata respinta.

Nuove panchine simboliche nel “giardino dei bagolari”

La richiesta pervenuta tramite emendamenti da parte di “Io Scelgo Villasanta” e “Villasanta Civica” per l’installazione di due nuove panchine simboliche, una blu dedicata all’autismo e una lilla ai disturbi alimentari è stata approvata all’unanimità. L’assessore Gianluca Barba, interviene chiarendo che la situazione segnalata nell’area interessata non è riconducibile a carenze manutentive o a mancate attività da parte dell’impresa incaricata della gestione del verde pubblico. Al contrario, si tratta di una scelta precisa, condivisa e pianificata nell’ambito delle politiche ambientali promosse dal Tavolo Ambiente e sostenute dall’Amministrazione stessa. L’area rientra infatti tra le tre zone individuate per l’applicazione del protocollo di sfalcio differenziato, una modalità di gestione innovativa del verde urbano che punta a favorire la biodiversità, tutelare gli insetti impollinatori e contribuire al miglioramento dell’equilibrio ecologico cittadino. Si tratta di pratiche ormai diffuse in molte città europee e sempre più adottate anche nei contesti urbani italiani maggiormente sensibili ai temi della sostenibilità ambientale. L’intervento non comporta un abbandono dell’area, bensì una manutenzione diversa e più attenta agli aspetti ecologici. L’impresa incaricata, infatti, provvede regolarmente allo sfalcio delle fasce perimetrali e dei percorsi di accesso alle sedute, garantendo piena accessibilità, sicurezza e decoro degli spazi pubblici. La restante parte viene mantenuta a crescita naturale controllata proprio per consentire lo sviluppo di microhabitat utili alla fauna urbana e alla rigenerazione ambientale. Consapevole del fatto che tali interventi rappresentano un cambiamento culturale nel modo di concepire il verde pubblico, l’amministrazione ha inoltre predisposto specifica cartellonistica informativa direttamente sul posto, con l’obiettivo di spiegare ai cittadini le finalità dell’iniziativa ed evitare interpretazioni errate legate alla percezione di scarsa manutenzione. Questa scelta conferma la volontà di coniugare il decoro urbano con politiche concrete di sostenibilità ambientale, promuovendo una gestione del verde più moderna, responsabile e orientata alla tutela del patrimonio naturale della città.

 

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