30 marzo, l’Amministrazione lavora, la propaganda… sbanda
Il primo Consiglio comunale del 2026, tenutosi il 30 marzo, è stato raccontato da qualcuno come il simbolo di un’Amministrazione “immobile”. Una narrazione utile a costruire un titolo, meno a descrivere la realtà. Perché la realtà è molto più semplice: mentre c’è chi misura l’efficacia amministrativa contando i giorni tra una seduta e l’altra, questa Amministrazione lavora ogni giorno, dentro gli uffici, sui dossier, con le associazioni del territorio e confrontandosi con enti, aziende e cittadini. Un lavoro meno visibile, certo, ma infinitamente più utile. Ridurre l’azione amministrativa al calendario del Consiglio comunale significa non conoscere — o fingere di non conoscere — come funziona un Comune. Le decisioni non nascono in aula, ma da un lavoro continuo, tecnico e politico insieme, che richiede tempo, competenze e responsabilità; poi passano dalle commissioni, dove potrebbe arrivare (ma non arriva) un contributo da parte delle minoranze. Il Consiglio dunque.
Allarmismi inutili, risposte concrete: il caso zanzare
L’interrogazione, portata in aula da “Villasanta Civica”, intendeva riaccendere la questione zanzare in modo polemico: questa Giunta non rispetta i protocolli, non “dezanzarizza” a sufficienza, eludendo il protocollo etc… Peccato che l’estensore abbia basato la “ilippica su dati “dimezzati”, avendo preso, quale fonte, il documento sbagliato, lo Stato di Avanzamento di Programma semestrale, anziché annuale. Cosa dire…? Il tentato attacco si è chiuso in siparietto, non appena l’assessore Barba ha fatto notare l’erroraccio alla platea e allo sbadato collega. L’assessore ha tuttavia risposto all’interrogazione e ai cittadini nel merito, puntualizzando che la presenza di zanzare, di per sé, non giustifica interventi straordinari senza verifiche ufficiali. L’ordinanza anti-zanzare è uno strumento stagionale, da attivare secondo tempi e condizioni precise, non in modo anticipato o simbolico, ma dopo la dovuta concertazione con gli enti preposto alla tutela della nostra salute (ATS e ARPA). In sintesi, la Giunta non ha negato il (peraltro annoso) tema, ma ha scelto di affrontarlo con un approccio prudente e strutturato, fondato su verifiche, competenze e corrette procedure amministrative.
Tagliabue Gomme: risultati concreti, non slogan
Sul tema di Tagliabue Gomme, la differenza tra approccio amministrativo e approccio propagandistico è evidente. L’Amministrazione ha lavorato nel merito, avvalendosi del supporto tecnico di ATS, confrontandosi con l’azienda e ottenendo ben più di quanto si sarebbe potuto ottenere solamente con l’imposizione: se il rafforzamento delle disinfestazioni e la tracciabilità degli interventi sono il “minimo sindacale”, si è ottenuto l’impegno ad una drastica riduzione dello stoccaggio esterno, azione che l’azienda avrebbe potuto benissimo evitare date le possibilità a lei concesse del Certificato Prevenzione Incendi (CPI). Sono fatti. Non interpretazioni. Tutto il resto – rivendicazioni, narrazioni, attribuzione di meriti impropri – appartiene alla dinamica politica. I cittadini giudicano sui risultati. E i risultati arrivano.
Sicurezza: meglio prevenire che inseguire i problemi
Sul tema della videosorveglianza, la critica è tanto ricorrente quanto superficiale: “troppe telecamere”, “nessuna strategia”. Sulla videosorveglianza si è sentito dire di tutto, tranne la cosa più semplice: serve investire in sicurezza prima che i problemi esplodano, è una scelta di responsabilità oltre che esercizio di programmazione. La prevenzione, ove attuabile, non è l’assenza di strategia. È la strategia migliore. Investire in videosorveglianza significa rafforzare il controllo sul territorio, supportare le forze dell’ordine, aumentare la sicurezza percepita e quella reale. Chi oggi contesta queste scelte dovrebbe chiarire un punto: meglio intervenire quando i problemi sono già evidenti, oppure lavorare perché non si presentino? Ai posteri… forse. Intanto affidiamoci al dato reale: Villasanta è un territorio con un basso tasso di delittuosità. Non lo diciamo noi, ma il Ministero degli Interni nei suoi report periodici. Il Sindaco, con un’ampissima risposta, ha ricordato il lungo percorso che ha portato Villasanta ad avere uno dei migliori sistemi di videosorveglianza della Provincia, ed ha spiegato quali sono i passi programmati per il 2026 con l’adozione della tecnologia che sfrutterà al meglio l’impianto esistente. Avanti così.
Villasanta Parco: visione contro miopia
La rinomina della nostra stazione in “Villasanta Parco” è stata descritta come una spesa isolata e priva di conseguenze. In realtà ha rappresentato una scelta precisa: legare in modo esplicito l’identità del paese al Parco Reale (o di Monza), uno degli asset locali più rilevanti a livello nazionale e oltre. Le politiche di valorizzazione non si costruiscono con un singolo atto, ma nemmeno senza atti concreti. Quello della rinomina della stazione è stato un passo concreto, visibile, coerente. Che nemmeno il tentativo di farne oggetto di studio di marketing territoriale è riuscito a sminuire. “Target”, “branding”, “KPI” sono strumenti di lavoro utilizzati ovunque si pianifichi in modo serio. Ma vanno utilizzati nel giusto contesto. Bene ha fatto l’assessore Sormani a precisarlo, cogliendo l’occasione per spiegare come la linea suburbana S7, il “Besanino” per noi tanto prezioso, sia invece da anni trascurato e ora perfino maltrattato da Regione Lombardia.
Testamento biologico: meno ideologia, più conoscenza e responsabilità
Sul tema del testamento biologico, la clava politica diventa la scarsa adesione alla misura. Ma i numeri, da soli, non raccontano tutto. Il tema è estremamente delicato, che tocca sensibilità personali profonde. Affrontarlo richiede equilibrio, rispetto e capacità di sintesi. Che non equivale a semplificare. Chi ha presentato la mozione sbandierando la bassissima percentuale di adesione, non ha però detto che la stessa risulta del 50% superiore alla media nazionale. Ma anche questo è un dato che non può spiegare. L’Amministrazione dà invece la possibilità di confrontarsi con un operatore formato sul tema, in grado di spiegare al cittadino quanto prevede la norma. Forse il buon servizio ha contribuito e il Consiglio comunale ha approvato un testo che tiene insieme posizioni diverse, evitando forzature e mantenendo un approccio istituzionale. È una scelta di responsabilità, contro il tentativo di trasformare ogni questione in uno scontro ideologico. Forse utile alla narrazione politica, ma raramente ai cittadini.
Ludopatia: quando si affronta, va fatto seriamente
Il caso è noto: nei mesi scorsi “Io Scelgo Villasanta” aveva presentato una mozione per contrastare la ludopatia. La proposta si limitava però al contrasto del problema solo tramite una regolamentazione repressiva nei confronti degli esercenti con le macchine da gioco. L’accordo politico cui si era addivenuti prevedeva il ritiro della mozione, al fine di poterne rielaborare un testo completo e organico in sede di commissione alla persona, da riportare congiuntamente in Consiglio comunale. La discussione in merito aveva portato ad evidenziare almeno tre importanti questioni: 1) esiste già un decreto che non permette l’installazione di nuove macchine su tutto il nostro territorio (questione di distanza degli esercizi interessati dai punti sensibili quali scuole, centri sportivi, oratori, ecc…); 2) la ludopatia viaggia in grandissima parte sui cellulari alla portata di tutti, ovunque e H24, quindi occorre lavorare sulla prevenzione e sull’educazione; 3) la proposta di concordare con gli esercenti la messa in opera di buone pratiche. Su queste basi era stato redatto e proposto un testo, che la capogruppo di maggioranza ha inviato ai capigruppo di minoranza senza ricevere risposta alcuna. Morale, l’Ordine del giorno, proposto unilateralmente dall’Amministrazione, è stato votato all’unanimità, anche con l’adesione compatta della minoranza. Resta il dato di fatto, che si fatica a comprendere, della mancata firma delle minoranze all’Odg, tanto più dopo una commissione alla Persona nel corso della quale era stato condiviso il tema. Peccato.
Il regolamento del Tavolo delle Politiche Sociali
Era di fatto il provvedimento più importante di questo Consiglio Comunale, uno dei punti programmatici di questa Amministrazione, che dopo quelli del Commercio, della Cultura e della Consulta dei giovani, insieme ai precursori Tavolo dello Sport e Tavolo dell’Ambiente, completa il processo di partecipazione e democrazia diretta. Va forse spiegato nuovamente e per bene che questi “tavoli” non sono commissioni (come quelle dell’RSA, del Centro Sportivo, della mensa scolastica o del Nido) che hanno la funzione di controllare il buon servizio, che nascono a livello contrattuale, proprio perché vincolano il gestore a prendervi parte. I “tavoli” sono invece strumenti di consultazione e di partecipazione al servizio dell’Amministrazione. Sono indipendenti, nei quali l’Amministrazione si pone in ascolto, senza fini politici, ma puramente amministrativi. La minoranza, soprattutto “Io Scelgo”, non capisce. Confonde i tavoli con inverosimili forme di colonialismo, incapace di distinguere il livello amministrativo da quello politico, pretendendo che i tavoli e tutti i loro delegati, scelti in piena autonomia dai presidenti delle associazioni, decadano al decadere del mandato elettorale, come fossero consiglieri comunali legati a organizzazioni politiche. Tutto sbagliato. La scelta dell’Amministrazione resta chiara e forte: i tavoli sono autonomi, la prossima Giunta, di qualsiasi parte politica, troverà questi strumenti funzionanti con i quali confrontarsi per costruire una Villasanta migliore. Anche se un domani non fossero più ritenuti utili, sarà comunque il Consiglio Comunale ad avere l’ultima parola.
Incompatibilità: la legge non è un’opinione
Il noto caso di “incompatibilità” del consigliere Pini è l’esempio più evidente di una polemica costruita ignorando volutamente i fatti (e la legge). Esiste una norma ben chiara che, nel caso, si riassume così: se sei consigliere comunale non puoi avere rapporti con il tuo Comune regolati da un contratto di prestazione, non importa se gratuita o remunerata. Chiaro no? Esiste poi la segnalazione del Segretario Comunale diretta al consigliere firmatario del contratto vietato. Esiste, infine, un parere del Ministero dell’Interno, appositamente richiesto per un’ulteriore approfondimento, che conferma l’esistenza del conflitto di interessi. Non una sentenza, certo, ma un riferimento autorevole che un’Amministrazione seria non può ignorare. Da qui l’intervento del Consiglio comunale, chiamato a esprimersi in quanto organo competente, che ha confermato il conflitto. Questa è la procedura, questa è la norma. Che però il consigliere Pini ha battezzato come decisione “puramente politica”, ignorando, di fatto, il quadro regolatorio entro cui le decisioni sono state prese. La politica decide, sì, ma lo fa dentro regole precise. E rispettarle non è facoltativo.
Conclusione
Governare un Comune non è un esercizio retorico. Non è una gara a chi parla di più, non è commentare, non è semplificare, non è inseguire il consenso immediato. Governare è assumersi responsabilità, è fare scelte e portarle avanti anche quando sono meno facili da raccontare. È un lavoro quotidiano fatto di decisioni, anche difficili, di equilibri da mantenere, di responsabilità da assumersi. Questa Amministrazione lavora così: con metodo, con serietà, senza nemmeno sottrarsi al confronto. Il confronto con le opposizioni resta un elemento fondamentale della vita democratica, ma il punto è semplice: la qualità del confronto dipende anche dalla qualità dell’interlocuzione. Il Consiglio comunale non può diventare un’arena permanente, sottratto alle decisioni importanti da interrogazioni sterili e sempre polemiche. Governare significa anche garantire che il Consiglio sia un luogo di decisione, non un palcoscenico individualista. Chi preferisce la polemica alla sostanza probabilmente continuerà a parlare.
Noi continueremo a sostenere la nostra Amministrazione, che fa ciò per cui è stata eletta: governare.
Lista civica Cittadini per Villasanta
Il Coordinamento













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