Nell’ultimo Consiglio Comunale l’assessore all’Urbanistica, Carlo Sormani, ha fatto luce sulla reale situazione della ex Lombarda Petroli e sono state chiariti tempi, modalità e costi della bonifica. I lavori di disinquinamento – come già reso noto – sono finanziati con i fondi del PNRR appositamente stanziati per intervenire nelle situazioni di grave degrado ambientale in sostituzione del privato inadempiente. L’Unione Europea, attraverso questa misura del PNRR, ha dunque messo al primo posto la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente ma ha anche previsto il diritto di rivalsa, vale a dire la possibilità – per Regione Lombardia, in questo caso, che esegue la bonifica – di richiedere alla ex Lombarda Petroli il risarcimento dei costi sostenuti.
L’occasione di precisare questo concreto avanzamento di uno dei punti qualificanti del programma elettorale della Lista Cittadini per Villasanta è stata data dall’interrogazione presentata in aula dalla capogruppo, Laura Cesana, che ha espresso il pensiero comune di tutti nostri consiglieri.

Di seguito l’intervento dell’assessore Carlo Sormani nel Consiglio Comunale di venerdì 28/11/2025.

Che la bonifica delle aree non trasformabili e libere ora appartenenti ai lotti B-C-D della ex Lombarda Petroli (il famoso corridoio verde centrale tra le due ali dell’ex raffineria) fosse non solo necessaria ma anche non ulteriormente differibile, non lo hanno certificato questa o la precedente Giunta comunale di Villasanta, che per fortuna non ha da sola tutto questo potere decisionale, bensì tutti gli enti pubblici coinvolti (Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia, ARPA, ATS, Provincia di Monza e Brianza) in svariati atti e conferenze di servizi, oltre che diverse espressioni della giustizia amministrativa (TAR e Consiglio di Stato), davanti alla quale gli enti pubblici hanno dovuto difendersi (e con successo).

Insomma, ci sentiamo di essere seduti, in buona e nutrita compagnia, dalla parte giusta di questa storia, quella della tutela dell’interesse pubblico, della salute e dell’ambiente.

Stando sulla bonifica, elenco brevemente quelli che sono i recenti e i prossimi passi:

  • In data 13 ottobre 2025 ARIA spa – la società di Regione Lombardia che gestisce la procedura di bonifica dal punto di vista operativo e fa da stazione appaltante – ha notificato all’Ente che si era conclusa positivamente e senza ricorsi la gara per l’assegnazione dei lavori di bonifica dei suoli saturi superficiali (il cosiddetto primo metro) all’azienda Castiglia srl
  • In data 24 ottobre 2025 si è proceduto alla consegna formale delle aree oggetto di bonifica all’affidatario
  • La durata prevista dei lavori secondo gara è pari a 337 giorni, quindi conclusione prevista entro la fine del 2026
  • Nel corso del mese di novembre 2025 sono iniziati i lavori preliminari: partendo dall’accesso lungo via Caravaggio, che sarà l’accesso principale al cantiere, è iniziata la pulizia dell’area (tracciati di cantiere, sfalci), con prima delimitazione delle zone di intervento e iniziale allestimento del cantiere stesso
  • Seguirà il completamento delle suddette attività, con particolare attenzione alla rete da installare nella zona più vicina alle abitazioni presenti nella strada vicinale del Sole. Mi soffermo un attimo proprio su quest’ultime: già in sede di conferenza di servizi Comune e ATS hanno evidenziato come la tutela dei residenti in loco sia parte fondamentale del progetto di bonifica;
  • Una volta terminato l’allestimento, si procederà con le attività di bonifica vere e proprie, secondo i lotti di intervento previsti nel piano di bonifica. Questo avvio sarà preceduto, nel mese di dicembre 2025, da un ulteriore sopralluogo in area da parte dei tecnici degli enti coinvolti, così da poter ulteriormente affinare il cronoprogramma operativo;
  • Le operazioni di scavo saranno importanti, con una previsione iniziale di 25mila metri cubi di terreno compromesso che verranno asportati e trasportati nelle opportune sedi di smaltimento;
  • Una ulteriore milestone – secondo il lessico del PNRR – è fissata a fine marzo 2026, data entro la quale Regione dovrà verificare di aver raggiunto i parziali obiettivi di bonifica (70%) non sul singolo intervento, ma sul complesso degli interventi finanziati dal PNRR a livello regionale e nazionale;
  • L’intervento prevede poi, nella sua fase finale, il riempimento delle aree di scavo con materiale, cioè terreno, certificato;
  • Ovviamente nel corso del cantiere e in conclusione dello stesso sono previste verifiche in contradditorio con ARPA, così come indicato dal piano di bonifica approvato dalla conferenza di servizi.

In parallelo a quest’attività, continueranno da parte di ARIA anche le analisi sul suolo profondo, oltre il primo metro, per verificare se sia necessario oppure no un intervento più massivo e con quali modalità – seguirà nei prossimi mesi un’ulteriore conferenza di servizi per discutere dei risultati, al momento non ancora disponibili.

Nel 2026 verrà inoltre previsto, sempre con fondi PNRR, l’intervento pubblico sulla barriera idraulica presente nell’area, considerata anche su questo fronte l’inadempienza della proprietà agli obblighi previsti. Anche questo intervento Regione Lombardia ha già dato il proprio nulla osta.

Inoltre, sul fronte del lotto E, quello dove tuttora sono visibili i serbatori della ex raffineria, Regione Lombardia ha confermato la volontà di proseguire con le attività di supporto al Comune. Il Comune di Villasanta e Regione Lombardia hanno quindi verificato presso l’Agenzia delle Dogane e Monopoli che non sussiste più deposito fiscale sui serbatoi del lotto E, tema questo spesso oggetto di dibattito in passato. Verificato ciò, il Comune, in accordo con Regione, ha proprio questa settimana notificato al fallimento una richiesta di aggiornamento dello stato dei luoghi e della documentazione connessa al piano di caratterizzazione del 2011, non sussistendo più alcun vincolo formale per procedere con le attività di bonifica.

Cosa succederà, poi, a bonifica terminata? Il principio europeo del “chi inquina paga” è tuttora valido; dunque, le amministrazioni pubbliche (a partire da Regione Lombardia, diretta assegnataria dei fondi europei) dovranno attivare il processo di rivalsa nei confronti del privato inadempiente, con l’obiettivo di ottenere il risarcimento dei fondi spesi per le operazioni di bonifica. Non si tratta, chiaramente, di un’operazione semplice. Come Comune seguiremo nel dettaglio e supporteremo le azioni che la Regione vorrà intraprendere in tal senso.

Passo ora alla la recente cronistoria urbanistica dell’area ex Lombarda Petroli. Se la si vuole ricostruire si deve però partire da ben prima del 2019.

Prima tappa, PRG del 2000 e Piano Particolareggiato del 2004. Va ricordato che tutta l’area tra la ferrovia e viale Monza, compresa quella ora di Immobiliare Villasanta, era al tempo di proprietà della sola società Lombarda Petroli. Il PP del 2004 prevedeva di destinare all’intero comparto – circa 309mila metri quadri di estensione secondi i calcoli di allora – 191mila metri quadri di superficie lorda di pavimento (slp) edificabile, con un indice di edificabilità pari a 0,62 mq/mq. La superficie edificatoria era così ripartita nel PP 2004:

  • 100.026 mq a destinazione secondaria (industria, artigianato)
  • 87.020 mq a destinazione terziaria (commercio, uffici, servizi)
  • 3.225 mq a destinazione residenziale

La superficie libera prevista, destinata ad aree verdi attrezzate e non equivaleva a poco più del 20% dell’intera area.

Vi era quindi, nella prima versione del piano particolareggiato, una pressoché totale focalizzazione su un recupero industriale e terziario della Lombarda Petroli, con volumetrie notevoli se viste con lo sguardo di oggi (ma molto più comuni al tempo), e con una presenza molto residuale, in termini percentuali, della destinazione residenziale (2% circa della slp complessiva).

Il piano venne approvato dal Consiglio Comunale nel 2004 durante l’Amministrazione Erba e a fine anno venne poi siglata la prima (e unica) convenzione tra il Comune e la famiglia Tagliabue (gli storici proprietari della Lombarda Petroli).

Seconda tappa: variante al piano particolareggiato, anno 2009. Stante la mancata attuazione del piano del 2004, lo stesso venne riscritto attuando importanti modifiche alla ripartizione delle superfici edificatorie, nell’ottica di sbloccarne l’attuazione. La variante del 2009, approvata dall’Amministrazione Fontana, prevedeva la seguente ripartizione:

  • 77.800 mq di slp industriale/produttiva
  • 64.000 mq di slp terziaria (di cui 20.000 mq destinati a commerciale)
  • 33.225 mq di slp residenziale (di cui 6.225 mq destinati a edilizia sociale)

La slp complessiva veniva ridotta di 15.850 mq, facendo leggermente scendere l’indice edificatorio complessivo (0,57 mq/mq), mentre la superficie coperta restava inalterata. La slp destinata a residenziale aumentava di ben 30.000 mq, mentre la superficie libera, a verde, prevista all’interno del comparto rimaneva nell’ordine di grandezza definito dal PP 2004, per quanto spostata nel corridoio centrale della ex raffineria (scelta che connoterà anche le pianificazioni successive, come sappiamo).

Va detto che entrambe le versioni del piano particolareggiato – sicuramente interessanti dal punto di vista pianificatorio, ma complesse per vastità delle operazioni e numero di edifici coinvolti – restarono per la gran parte sulla carta; la variante del 2009 non si tradusse mai in una convenzione firmata da tutte le parti coinvolte – al tempo Lombarda Petroli aveva già venduto parte della proprietà alla società Immobiliare Villasanta di proprietà Addamiano – e non vide dunque mai attuazione.

Sulla base della convenzione del 2004, l’unico settore della ex Lombarda Petroli che vide effettivamente una bonifica e una successiva, parziale trasformazione fu il lotto A, quello affacciato su viale Monza e dunque più lontano dalle strutture storiche della raffineria. Su quell’area Immobiliare Villasanta arrivò infatti a realizzare quattro dei quindici edifici produttivi inizialmente previsti in quel comparto, oggi tuttora visibili e attivi.

Terza tappa, il disastro ambientale. Febbraio 2010, rilascio nel terreno e nella conduttura fognaria di circa tremila tonnellate di idrocarburi. Quell’atto criminale contribuì a rallentare ulteriormente il recupero dell’area, essendo i proprietari della Lombarda Petroli direttamente imputati nel processo penale conseguente al disastro.

Quarta tappa: Piano di Governo del Territorio del 2012. Il primo PGT, steso dall’Amministrazione Merlo secondo le modalità della nuova legge urbanistica regionale, intervenne solo parzialmente sulla Lombarda Petroli. Il piano particolareggiato del 2009 era infatti al tempo ancora vigente – avendo lo stesso una durata di dieci anni – e, non essendo intervenute nuove varianti al piano stesso (anche per via dei problemi legali ed economici delle proprietà), esso venne inserto all’interno del PGT come piano attuativo vigente, pur se non si giunse mai, come detto, alla firma di una convenzione con la proprietà. Il PGT 2012 introdusse però, dopo accettazione dell’osservazione delle proprietà, una modifica normativa, dando la possibilità alle due diverse proprietà (Lombarda Petroli e Immobiliare Villasanta) di procedere all’attuazione del piano particolareggiato con due differenti piani attuativi. Anche questo tentativo non ebbe risvolti concreti.

Quinta tappa: il PGT 2019. Nel processo della variante generale al PGT del 2019, a piano particolareggiato ormai scaduto, l’Amministrazione Ornago decise di rivedere il disegno urbanistico dell’area, con le seguenti scelte strategiche:

  • Come specificato dagli estensori nella relazione illustrativa del PGT, “la scelta della variante era comunque quella di ridurre in modo significativo le ipotesi di sviluppo residenziale contenute nel PGT vigente [quello del 2012] al fine di mantenere alto il livello di servizi offerti a ciascun abitante e di favorire il mantenimento della piattaforma produttiva”
  • Dunque, in continuità con la sua storia e con il contesto circostante, fatto per la gran parte di realtà produttive e fisicamente separato dal nucleo abitativo del paese, la destinazione principale del comparto ex Lombarda Petroli tornò a essere quella secondaria e terziaria (pur con una riduzione volumetrica), mentre venne eliminata la destinazione residenziale (fatta salva la parte di edilizia residenziale pubblica)
  • Rispetto al PGT del 2012, la divisione in due diversi comparti venne confermata, assegnando l’Ambito di Trasformazione (AT) 11 all’area di proprietà Lombarda Petroli (nel frattempo fallita nel 2017) e l’AT13 a Immobiliare Villasanta (poi in concordato preventivo)
  • In parziale difformità rispetto alle pianificazioni precedenti – che pure già dal 2009 prevedevano di destinare a verde parte del corridoio centrale tra le due ali dell’area – il PGT 2019 allargò la parte destinata a verde, con l’obiettivo di creare “un grande parco di transizione e collegamento con le aree agricole a sud”.

Nel complesso, sommando i due Ambiti di Trasformazione, il PGT 2019 assegnava 128.000mq complessivi di slp edificabile. In linea con quanto previsto anche su altre aree le cui precedenti pianificazioni non avevano visto attuazione, il PGT 2019 impose dunque una riduzione complessiva di circa il 26% della edificabilità disponibile rispetto al piano particolareggiato del 2009 (e dunque al PGT 2012).

Ultima tappa urbanistica: il PGT 2024 ha confermato quest’ultima superficie lorda edificabile per i due comparti, mantenendo la non trasformabilità del corridoio libero centrale senza però prevederne l’obbligatoria cessione al pubblico.

Per il futuro, l’indirizzo urbanistico resta dunque quello di confermare la destinazione produttiva del comparto nei lotti A ed E (con esclusione del grande commercio e della grande logistica), valorizzando e difendendo, al contempo, la non edificabilità della grande area libera centrale della ex raffineria in cui la natura si è ripresa il proprio spazio, area questa connessa con i grandi spazi agricoli a sud, al confine con Monza, e con la rete verde provinciale indicata dal PTCP. Quell’area, compresa in parte dei lotti B, C e D e ora (e finalmente, dopo tanti anni di lavoro di questa e delle precedenti Amministrazioni villasantesi!) oggetto di bonifica coordinata con Regione Lombardia grazie ai fondi del PNRR, non può che costituire un patrimonio naturale fondamentale per la Villasanta di domani. Nell’era della crisi climatica, non può esserci miglior decisione per il bene collettivo. A nostro avviso, quanto ottenuto fino a qui dovrebbe essere patrimonio di tutti.

 

 

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