Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, durante la discussione connessa a una mozione presentata dal gruppo IoScelgoVillasanta, c’è stato un lungo dibattito sul lavoro che le istituzioni di Villasanta svolgono per venire incontro a bisogni e necessità delle nuove generazioni. Alcuni esponenti della minoranza hanno espresso giudizi molto negativi su ciò che il Comune attualmente fa per i bambini e le bambine del paese, oltre che sugli spazi messi a loro disposizione. Giudizi che ci siamo sentiti in dovere di respingere, per rispetto del prezioso lavoro fatto dalle nostre amministrazioni fin qui e per la fatica e la gioia con cui continuiamo a collaborare con tutte le parti coinvolte (preside, insegnanti, genitori, funzionari comunali, associazioni) per il benessere e la crescita dei piccoli villasantesi.

Partendo da questa discussione ricca di presupposti a nostro modo di vedere sbagliati, la mozione chiedeva di aderire al progetto internazionale “Città dei bambini”. Sgombriamo qui il campo da ogni fraintendimento: come detto più volte durante il Consiglio comunale, è chiaro che condividiamo i contenuti della convenzione ONU sui diritti dell’infanzia – sono principi universali, come si potrebbe non farli propri? – ed è ovvio che apprezziamo, nel suo impianto teorico, la proposta di adesione alla rete “Città dei bambini”, considerati i principi che ne costituiscono la base fondante.

Tuttavia, pensiamo anche che ogni adesione a reti di scopo o progetti di rilievo nazionale o internazionale debba essere sostanziale e non solo formale e soprattutto, per essere effettiva ed avere efficacia, debba essere armonizzata con gli strumenti già in essere in un determinato contesto, strumenti che servono a perseguire obiettivi analoghi e che rappresentano il naturale contenitore per proposte con finalità convergenti. Questo strumento, come spiegato durante il Consiglio comunale dall’assessora Lara Galimberti e dalla consigliera Patrizia Bestetti, è per noi rappresentato dal Patto Educativo Territoriale, approvato nel febbraio 2022 dopo un lungo lavoro preparatorio.

Per questa ragione, prima del Consiglio comunale avevamo rivolto al gruppo consiliare di IoScelgoVillasanta la proposta di un incontro per presentare loro questo importante strumento già collaudato e mostrare i risultati raggiunti negli ultimi anni nel dialogo tra Comune e mondo della scuola, così da giungere poi, una volta condiviso lo scenario positivo (ma sempre migliorabile) in cui già lavoriamo, alla riformulazione da parte loro della proposta, così da calarla all’interno di questa realtà già esistente, appunto quella del Patto Educativo Territoriale, e poterla discutere e approvare tutti insieme. Questo invito alla condivisione preliminare è stato rifiutato: si è preferito andare direttamente alla discussione in Consiglio comunale, con i risultati che si sono visti.

Ricordiamo qui, a beneficio di tutti coloro che ci leggono, che il Patto Educativo è (cit.) “la piattaforma ove formalizzare l’interazione tra l’Istituzione Scolastica, l’Ente Locale e le Associazioni presenti nel territorio, quali risorsa per l’educazione alla cittadinanza consapevole e responsabile.” Il suo obiettivo è quello di “favorire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, in un ambiente di apprendimento che permetta alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi, di acquisire gli strumenti e i metodi necessari ad apprendere, elaborare, selezionare le conoscenze e favorire l’autonomia di pensiero, per sviluppare le competenze di cittadinanza e l’apprendimento permanente.” All’interno del Patto i soggetti coinvolti sono “l’Amministrazione Comunale nelle parti dell’Assessorato all’Istruzione, in collaborazione con gli Assessorati alla Persona, ai Lavori Pubblici, allo Sport, alla Cultura, all’Ambiente, alle Politiche Giovanili e ai Servizi Informatici, e l’Istituto Comprensivo Villasanta che vi aderisce tramite delibera degli Organi Collegiali. Le parti, nella logica di ottimizzare le risorse e di condividere un’idea concertata di educazione e territorio, s’impegnano a consolidare le relazioni e il coinvolgimento attivo di altri soggetti quali: associazioni di volontariato, associazioni sportive, associazioni di promozione sociale, associazioni culturali, biblioteca, Terzo Settore, componente genitori nelle diverse forme associate”.  All’interno del Patto, le parti coinvolte si sono impegnate a:

  • adottare linee di intervento comuni in un’ottica di coprogettazione tra autonomia locale, autonomia scolastica e mondo associativo;
  • strutturare la comunicazione reciproca per dare risposte concrete ai bisogni formativi in continua evoluzione e recanti nuove criticità;
  • riunirsi più volte durante l’anno per condividere gli esiti delle attività pianificate e le nuove necessità emerse nel corso del tempo.

Vista la concretezza di obiettivi e azioni contenuti nel Patto Educativo, appare quindi chiaro che questo strumento già si presenta come una realtà dinamica che contempla il cambiamento e l’evoluzione dei bisogni, siano essi di bambine e bambini o della città stessa intesa come luogo in cui crescono, bisogni ai quali il Patto risponde non con una imposizione progettuale ma con una coprogettazione.

Chiudiamo aggiungendo che le due principali istituzioni coinvolte, la Scuola e l’Amministrazione, hanno già riconosciuto il Patto nella sua valenza, esprimendo formalmente la volontà che anche per i prossimi cinque anni questo sia il naturale ambito di accoglienza di progetti, modalità educative e scelte che riguardano la crescita e il benessere dei bambini.

Restiamo comunque disponibili, come Lista e come Amministrazione, a recepire suggerimenti e proposte che vadano ad arricchire e valorizzare il Patto con azioni concrete, valutate dalle sue componenti e soprattutto coerentemente calate al suo interno. Per fare ciò c’è però bisogno di un riconoscimento della realtà positiva di Villasanta, un paese che riteniamo già essere attento a bisogni e necessità delle bambine e dei bambini che lo abitano.

 

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