Leggiamo l’ennesima sparata sghemba sulle azioni della Giunta. Questa volta la questione riguarda i buoni mensa e come sempre, facciamo chiarezza:

1) A giugno 2023, per motivi di interesse aziendale, la concessionaria che gestiva la mensa scolastica ha deciso di recedere dal contratto sottoscritto appena un anno prima. Il subentro di un nuovo concessionario è avvenuto prima dell’inizio del nuovo anno scolastico: nessun pasto e saltato e non c’è stato alcun disservizio. Non è previsto nessun indennizzo per gli utenti: niente danno, niente indennizzo.

2) Il recesso unilaterale, che ha anticipato di diversi anni la scadenza naturale del contratto, ha comportato però il pagamento di un indennizzo al Comune da parte del concessionario; negoziato a settembre e incassato a novembre 2023, in tempi brevissimi e senza aprire alcun contenzioso.

3) Di quanto incassato, una parte è stata utilizzata per coprire il differenziale tra il costo del pasto effettivamente pagato dal Comune e la tariffa pagata dal cittadino, mentre oltre la metà è stato utilizzato per i cosiddetti bonus alle famiglie. È un bonus equo, in quanto prevede la costituzione di un credito sul conto pasti di ciascun utente del servizio mensa, e tiene conto dell’ISEE: arrotondando i numeri per spiegarvi il concetto, il bambino che paga 2,50 euro al giorno, con il bonus avrà il doppio dei buoni pasto di chi paga 5 euro; quindi, per intenderci, nessun contributo a pioggia ma una scelta ponderata che he aiuta di più proprio chi più ne ha bisogno.

4) Nessuna mancetta pre-elettorale, ma buon senso, rispetto delle scadenze e sostegno alle famiglie. Come già accaduto in altri casi si è proceduto con ordine: prima si è risolta l’emergenza legata all’introduzione di un nuovo gestore, poi ci si è occupati della gestione della somma incassata senza generare alcun disservizio e trasformando un potenziale rischio in un vantaggio per tutti.

5) A questo punto ci domandiamo: ma costava tanto approfondire? Perché si preferisce sempre sparare commenti sui media prima di approfondire? Eppure c’era a disposizione di tutti una delibera di Giunta molto chiara in materia. Capiamo la necessità di buttarla in caciara, capiamo che sparare a zero possa forse portare qualche voto in più, ma davvero è più interessante manipolare la realtà anziché dare risposte ai cittadini?

Invece che gridare parole al vento, di fronte all’evidenza dei fatti noi preferiamo stare con i piedi per terra.

 

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